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Delegazione di Rossano
C/o Municipio
87067 Rossano (CS)
tel.
0983/530409-347/1811021
e-mail:
do.ca@libero.it
Responsabile Cruceli
Antonella
Storia
Rossano, che sorge su un'altura
a 270 metri sul livello del mare, lungo il versante settentrionale della
Sila Greca, domina il litorale ionico cosentino, sul quale si e' sviluppata
la parte nuova dell'abitato.
Le testimonianze risalenti all'età del Ferro e all'epoca brettia, rinvenute
nella vicina località di Paludi, fanno supporre che il sito della
città sia stato frequentato sin da epoca antichissima. Rossano e' però
conosciuta come "la perla bizantina della Calabria" : dal VI all'XI secolo
fu infatti uno dei centri piu' importanti, sia per rilevanza strategica e
militare sia per centralità politica, dell'Impero di Bisanzio nel
Mezzogiorno. La città giocò inoltre un ruolo di primo piano dal punto di
vista culturale e religioso tanto da rappresentare poi, per tutto il
Medioevo, il cuore della spiritualita' greco-cristiana. Non a caso Rossano
diede i natali a S. Nilo (910-1004) -riformatore dell'ordine monastico
basiliano e fondatore di numerosi monasteri, tra cui quello di Grottaferrata
a S. Bartolomeo e a numerosi papi.
Preziosa testimonianza dell'anima bizantina della citta' sono il bellissimo
Codex Purpureus, la Cattedrale dell'Achiropita, la chiesa di S. Marco, il
suggestivo monastero del Patirion, e la chiesetta della Panaghya. Ma Rossano
non e' solo suggestioni e arte orientali: interessantissimi sono infatti gli
edifici di diversa matrice, come le chiese di S. Bernardino e S. Domenico,
il complesso dei Cappuccini e i numerosi, bellissimi palazzi nobiliari,
ospitati in uno dei centri storici piu' antichi e meglio conservati della
Calabria. Tappa imprescindibile per chi visita la bella citta' sullo Ionio
e' poi il Museo Diocesano, ospitato nel Palazzo Arcivescovile.
Da segnalare infine l'eccezionale qualità dell'olio, degli agrumi e della
liquirizia prodotti a Rossano, e i gustosi piatti della cucina locale.
Rossano, perla dello jonio, protetta dalle splendide montagne presilane e
bagnata dal limpido mare, si trova adagiata in una ampia pianura baciata
dal rigoglioso verde e dall'azzurro cielo. Il comune di Rossano è diviso in
Rossano paese, la città storica ricca di arte e cultura greco bizantina, e
Rossano scalo più giovane e moderna affacciata sul mare e staccata dalla
prima da pochi chilometri. Rossano paese è famosa per le sue antiche chiese,
i suoi palazzi nobiliari e soprattutto per il Codex Purpureus, antico codice
bizantino raffigurante il Vangelo realizzato in pagine decorate in oro e
argento. Lo scalo invece è rinomata per il suo mare trasparente, le sue
spiaggie ed i locali per divertirsi.
LE ORIGINI
Il termine Rossano probabilmente trae origine dal greco da cui derivano le
versioni medievali "Ruskia" o "Ruskiane" o dal latino "Roscius" cioè
famiglia romana alla quale potrebbe essere stato affidato il governo del
Castrum (territorio), e che avrebbe dato il nome "Roscianum" al centro
urbano formatosi. Durante l'età bizantina fu una delle città più importanti
del centro sud. Il primo agglomerato che stabilmente si sostituì alle
frequentazioni occasionali e discontinue, viene collegata ad una colonia
romana ad opera della famiglia Roscius, che qui si stabilì costruendo la
propria villa. In coincidenza con la cosiddetta seconda colonizzazione
bizantina, Rossano ebbe a svolgere un ruolo di singolare importanza nella
divisione amministrativa della regione, in particolare dopo la conquista
musulmana della Sicilia e di Reggio fu prescelta come sede dello "Stratego
di Calabria". In modo analogo Rossano venne favorita dalla riorganizzazione
delle gerarchie ecclesiastiche della Calabria, ottenendo la traslazione
della sede episcopale di Copia-Thuii. Questa importanza acquisita dalla
città di Rossano, la qualificò come baluardo della civiltà bizantina in
occidente. Con i Normanni e gli Svevi, la città di Rossano mantenne un posto
di primo ordine nella civiltà, i primi si evidenziarono per il forte
interessamento e sostegno alla fondazione convento del Patire, luogo di
cultura e di produzione di inni encomi ed eucologi, ai secondi invece va il
pregio del loro sostegno alle autonomie locali ed allo sviluppo delle
risorse economiche della Regione. Rossano era sede della Libera Università
in cui si diffondeva l'istituzione feudale come struttura portante dello
Stato. All'interno di tale struttura le famiglie più agiate potero formarsi
eccellendo in vari campi da quello letterario alle scienze del diritto. In
questo periodo la prima principessa fu Polissena Ruffo sposa di Francesco
sforza che lasciò il controllo del feudo dopo la sua morte. Succedette poi
il nipote Marzano parente del cognato Ferrante d'Aragona, che costruì varie
opere di fortificazione tra cui il Castello. Parteggiò per gli Angioini
contro gli Aragonesi, con la vittoria di questi ultimi, perse il feudo e
solo dopo alcuni decenni subì una nuova intestazione feudale a favore di
Ludovico il Moro. Nel tempo l'aristocrazia cittadina ed il cardinale
Selseverino operarono una manovra diplomatica ottenendo che il feudo fosse
venduto alla famiglia Aldobradini di Roma, dalla quale passò ai borghesi che
la tennero fino all'eversione della feudalità. Rossano ed i suoi cittadini
si unirono con ardore alla causa dell'Unità Nazionale e nel 1848 e 1860 si
distinsero per la partecipazione al movimento rivoluzionario ed alla
spedizione garibaldina.
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